Come fare un impianto elettrico di riscaldamento a zone?

A chi ha acquistato una casa nuova o villetta a schiera a più piani, e pensa di avere un impianto elettrico di riscaldamento perfetto, si sbaglia di grosso perché così non è… vedremo come fare per risolvere il problema.

Per risparmiare la ditta esecutrice dei lavori fornisce un impianto dove il cronotermostato digitale programmabbile di ultima generazione aziona l’eletrovalvola per far partire la caldaia (provate a chiedere a chi lo ha installato).

Sia chiaro tutto funziona e non fa una “piega”.

A discapito però della pompa di circolazione della caldaia, che è quasi sempre in funzione con un maggior consumo di energia elettrica.

Perché?

Quando avete a che fare con l’impianto elettrico ricordatevi di staccare la corrente.

Semplice: aprite la vostra caldaia ed accedete al ponticello, come spiegato nel precedente articolo, clicca qui.

Se lo trovate vuol dire che il cronotermostato aziona direttamente l’elettrovalvola, dunque la caldaia sempre accesa costringe la pompa di circolazione ad essere continuamente in funzione cercando sempre un tentativo vano di accensione, classici tic…tic…tic fino a quando il vostro cronotermostato da voi programmato non azionerà l’elettrovavola e quindi il passaggio dell’acqua.

Altra prova, oltre a quella di ascoltare la caldaia nei tentativi vani di accensione, è di toccare la pompa, noterete che è sempre calda o caldissima, proprio perché è continuamente in funzione.

Spaventati?

E fate bene ad esserlo… ma non preoccupatevi, ho la soluzione per voi, funzionale e testata naturalmente dal sottoscritto. Questo è lo schema da utilizzare

circuito elettrico riscaldamento a zone 

Mi soffermerò sul relè in quanto è il cuore del circuito, mentre lo schema mi sembra molto chiaro!, il resto è stato trattato nell’ articolo precedente.

Lo schema andrà ripetuto per ogni piano, per ottenere un impianto a zone autonomo (cioè per ogni cronotermostato posseduto).

Quando il cronotermostato entrerà in funzione come programmato, azionerà il relè, che a sua volta contemporaneamente metterà in in fuzione l’elettrovalvola e accenderà la caldaia.

Foto di una classica elettrovalvola

circuito elettrico riscaldamento a zoneQuando la programmazione del cronotermostato finirà, spegnerà solo il circuito per l’impianto di riscaldamento e l’eccitazione dell’elettrovalvola, lasciando indipendente l’acqua calda.

Ho utilizzato:

un porta relè finder mod.94.74

un relè finder mod.55.32.8.230.0040, ma in commercio se ne trovano di modelli e marche diversi.

circuito elettrico riscaldamento a zone   circuito elettrico riscaldamento a zone   relè

Nella foto ho evidenziato i contatti numerandoli per un semplice assemblaggio.

Infilo il relè finder nello zoccolo (non si può sbagliare perché entra in un solo verso).

Per chi è curioso ed interessato a come installare o sostituire un cronotermostato. Cliccare qui.

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  • Stefano Sega

    Buongiorno. Ho un dubbio atroce. Nel mio termostato (molto vecchio) se misuro col tester i capi dei due fili di consenso (quelli che arrivano dalla caldaia), trovo 240V di tensione!!! Pero’ quando il termostato si accende e di fatto li cortocircuita, nulla di negativo accade (non salta nulla) e tutto funziona. La mia domanda nasce dal fatto che sto cercando di ripristinare l’impianto elettrico per una identica caldaia con 2 elettrovalvole di zona a casa di un mio amico. Uno schema visto online (e anche in alcuni dei vostri schemi) sembra portare una fase a un morsetto del consenso, ma io mi domando: non e’ che alimentando a 220V il morsetto di consenso del TA brucio la scheda? Nella mia caldaia non arriva fase, (anche se, come spiegato, rilevo una tensione ai capi dei 2 cavetti di consenso). Grazie per l’aiuto.

  • Luigi

    Ciao, icomplimenti per la tua guida è molto chiara, avrei un paio di domande , ti spiego , il mio appartamento è composto su due livelli ,in ogni stanza è presnete un calorifero, la caldaia è gestita da 1 solo cronotermostato che si trova al piano superiore, il problema che quando su raggiunge la temperatura impostata la caldaia smette di lavorare ,però ovviamente al piano inferiore la temperatura è diversa e quindi fa freddo, se seguo la tua guida risolvo questo problema?aggiungendo un cronotermostato al piano inferiore per raggiungere la temperatura impostata come fa la caldaia ad interrompere il flusso di acqua calda nei caloriferi al piano superiore? bisogna fare qualche modifica alle tubazioni?

    • Utilizzando un secondo cronotermostato al piano inferiore seguendo lo schema nell’articolo, vedrai che risolverai il problema

  • Pino

    fammi capire la slot 8 e’ il neutro che va all’elettrovalvola? perchè la fase è diretta? su 9 e 5 non scorre corrente è un semplice ponte attivato dal relè? Se sul crono passa il neutro dell’impianto non si rischiano tensioni e correnti elevate che non sopporta? io ho un crono alimentato a 230V ma credo che i contatti NO ed NC non gradiscano una corrente elevata….probabile che ci capisca poco ma vorrei sapere come manovrare caldaia e pompe del circuito da un solo termostato, questa soluzione mi sembra ottima ma devo capire bene i parametri e collegamenti in gioco…Grazie e scusami per la rot….

    • Si tratta di un circuito molto semplice, direi quasi elementare, potresti farti aiutare da un elettricista, perché spiegarlo passo passo in ogni dettaglio per neofiti richiederebbe un articolo intero. Qualcosa puoi ricavare leggendo gli altri commenti. Tieni presente che fase e neutro sono indicativi, potresti invertirli e il risultato non cambia.

  • Pino

    il tuo schema mi sembra dire che passi corrente nel segnale del termostato una volta attivato?

  • Pino

    una domanda ma il neutro tra il 12 e 14 che si chiude in base al cronotermostato può essere sostituito con un semplice collegamento che non sia il neutro? io metterei un semplice filo che si chiude da un termostato già alimentato per conto suo mi confermi? Grazie

  • Enrico

    Salve, sono un po’ profano e vorrei capire bene. Ho compreso decentemente il concetto ma non ho capito cosa devo fare nel caso di tre elettrovalvole disposte su tre piani. Ci vuole un relé per ogni piano collegato alla rispettiva elettrovalvola e Cronotermostato? Se si, devo portare i collegamenti al ponticello della caldaia da ogni piano? Grazie

    • Max

      Ciao Enrico, la risposta è si, dovrai far confluire i 6 fili accoppiati in parallelo (2 per ogni piano), in un punto a te più comodo, utilizzando dei classici morsetti, per poi proseguire con solo due cavi.

  • flippino

    salve a tutti , ho questo problema : il mio impianto è articolato su due zone , con due termostati e due elettrovalvole ( una a due vie ed una a tre vie ) . Quando entrambe le zone sono in funzione , ossia entrambe le elettrovalvolesono aperte , tutto è ok . Quando invece una sola delle due zone è attiva , indifferentemente se l’una o l’altra , alla caldaia arriva probabilmente acqua di ritorno troppo calda , con il risultato che essa continua a spegnersi al salire della temperatura ed a riaccendersi quando la temperatura acqua è ridiscesa , per poi continuare sempre così sinche il termostato gli dà il consenso .
    chi mi aiuta ?

    • ripariamotutto

      Ciao flippino, se ho capito bene: Se entrambi i termostati sono in funzione, la caldaia va e le 2 zone si riscaldano. Invece se funziona un solo termostato la caldaia va in blocco.
      Domanda: É stato sempre così o prima ti funzionava e adesso ai riscontrato il problema?

  • pasquale

    riscaldamento a tre valvole di zona due vanno la terza nn va ma seaccendo la seconda o la primava anche la terza la corrente arriva quanto accendo uno delle due valvole che funzionano praticamente nn arriva corrente al termostato cosa posso fare

    • ripariamotutto

      Ciao Pasquale, scusami ma non ho ben capito, potresti riformulare la domanda un po più dettagliata?
      Hai tre valvole su tre piani?
      Hai tre cronotermostati?

      • stefano

        Ciao, se ho capito bene ho lo stesso problema di Pasquale, provo a spiegarmi: ho l’impianto diviso in due zone ciascuna con il suo cronotermostato e elettrovalvola. In una delle zone (secondo piano), il cronotermostato fa partire il riscaldamento solo se anche il cronotermostato dell’altra zona ha già avviato il riscaldamento. In pratica il riscaldamento in una delle due zone funziona solo se è accesso anche il riscaldamento nell’altra. Cosa può essere la causa? Grazie.

        • ripariamotutto

          1) Smontare i due cronotermostati.
          2) Prima zona: mettere in corto i fili del primo crono e vedere come si comporta un piano (la caldaia si accende e i termosifoni si riscaldano solo su questa zona, non sull’altra).
          3) staccare i fili della prima zona.
          4) ripetere per la seconda zona stesa procedura.
          N.B. fare il test separatamente attendendo almeno 30 minuti circa per prova.
          leggi qui: http://ripariamotutto.altervista.org/collegamenti-elettrici-tra-un-termostato-ed-una-caldaia/

  • Gabriele

    Ciao a tutti.
    Premetto che non ho nessun problema con la mia caldaia che è una Riello Domus 60KL-26 ISC che alimenta 3 zone ognuna con relativo cronotermostato Landis&Steffa Chronogyr 22 e valvola di zona.
    Quello che non mi spiego però è come fa il cronotermostato a dare il consenso di accensione alla caldaia dato che i 2 fili che arrivano al cronotermostato sono collegati solo alla valvola di zona mentre alla caldaia arrivano solo i 3 fili di alimentazione e nessun altro filo è collegato dall’esterno al ponticello.
    Grazie a chi mi risponderà.

    • ripariamotutto

      Ciao Gabriele, la pompa di circolazione d’acqua trovando l’elettrovalvola chiusa non aziona l’accensione, viceversa succede quando il termostato dà segnale all’elettrovalvola di aprirsi.

      • Gabriele

        Ok grazie

      • fabrizio

        Ciao,scusa facevo l’elettricista e ricordo che nelle valvole di zona ci sono a 4 fili,ovvero il term. aziona la valvola che poi con rele’ interno comanda la caldaia.Per separare i piani io facevo cosi.Cioe’ tu stai proponendo di staccare la pompa dalla scheda? forse sono io ad non aver capito. p.s…. hai una guida su le membrane delle valvole a 3 vie? Grazie per la passione.ciao

        • Gabriele

          Ciao
          Nel mio caso al servocomando della valvola di zona (RBM 360.00.10) arrivano solo 2 fili (+ la terra), di cui la fase proveniente dal termostato; quindi significa che la valvola non è collegata alla caldaia ma solo al cronotermostato; da quello che ho capito io l’apertura della valvola per opera del cronotermostato fa “capire” alla caldaia che deve azionare il bruciatore quando la pompa di circolazione non trova impedimenti (cioè la valvola è aperta) nel far circolare l’acqua nell’impianto. In effetti la caldaia è sempre in funzione dato che alcuni termosifoni (per esempio quelli dei bagni) non sono collegati alle valvole di zona e quindi sono sempre in funzione.

    • fabrizio

      Perche in genere sulle valvole di zona ci sono 4 fili,2 l’alimentazione che gli viene dal termostato e 2 per il contatto che va alla caldaia,cosi puoi fare piu piani,altrimenti la caldaia funziona sempre,almeno cosi ricordo,aspettiamo pero’ cosa dice il capo.ciao

  • Lorenzo

    Ciao,
    ottimo schema, semplice ed efficace. Una domanda banale e scontata ma che faccio ugualmente per evitare qualsiasi problema. Se moltiplico lo schema proposto per ogni zona che voglio creare, i due cavi che vanno alla caldaia di ogni schema andranno messi in parallelo… questo può creare problemi elettrici alla caldaia nel caso in cui più cronotermostati diano il loro consenso all’accensione? devo rispettare e/o controllare una qualche polarità di tali fili alla caldaia?

    • ripariamotutto

      Ciao Lorenzo, nessun problema, ok in parallelo e nessuna polarità. Buon lavoro.

      • Lorenzo

        Grazie, ottimo. Uno schema impianto davvero utilissimo!!
        Se posso fare solo un piccolo appunto all’articolo, parlerei di pompa di ricircolo o circolazione della caldaia e non di pompa di calore dato che in termodinamica la pompa di calore rappresenta un’altra tipologia di tecnologia.

        • ripariamotutto

          Ciao Lorenzo, grazie per la tua collaborazione ed attenzione, ho già provveduto alla correzione. Mi gratifica molto sapere che hai trovato utile l’articolo.

  • alessandro

    ciao e complimenti per la precisione delle tue spiegazioni, molto utili!
    vorrei chiederti se riesci a darmi un link in cui possa vedere uno schema di un impianto di riscaldamento per una casetta a due piani, con due collettori, due termostati e una caldaia.
    vorrei iniziare a studiarlo, in quanto stiamo per rifare l’impianto e vorrei trovarmi preparato quando dovrò discutere con l’installatore!
    grazie in anticipo,
    ciao,
    alessandro

    • ripariamotutto

      Ciao Alessandro, non ho un link da darti. Per quanto banale sia il circuito l’ho semplicemente realizzato ragionandoci un po su.
      Lo schema che dovrai sviluppare è semplicissimo; non dovrai fare altro che ridisegnare e personalizzare lo schema di fig. 4 naturalmente questo
      schema va applicato per ogni piano dell’abitazione. Il cronotermostato si comporta come un interruttore che va ad alimentare il relè a due scambi. Contemporaneamente lo scambio 8-12 va ad alimentare l’elettrovalvola del collettore e lo scambio 9-5 il ponticello della caldaia.
      Se hai bisogno di fare altre domande inerenti all’articolo scrivimi pure.

      • alessandro

        ok, grazie mille, provo a studiare la situazione!
        ne approfitto per chiedere un’altra info: ho una caldaia Hermann Spaziozero Condensing 26 e un cronocomando Hermann Plus a 2 fili. secondo te la caldaia mi dà la possibilità di gestire le due zone, comprando un secondo termostato? oggi ho parlato con l’impiantista ed abbiamo deciso di fare l’impianto a 2 zone, con 2 collettori, ma volevo capire se posso mantenere questa caldaia (e farla funzionare in maniera ottimale, come descritto nel tuo articolo), o se dovrò comprarne una nuova!
        grazie e ciao,
        ale

      • Enrico

        Salve, sono un po’ profano e vorrei capire bene. Ho compreso decentemente il concetto ma non ho capito cosa devo fare nel caso di tre elettrovalvole disposte su tre piani. Ci vuole un relé per ogni piano collegato alla rispettiva elettrovalvola e Cronotermostato? Se si, devo portare i collegamenti al ponticello della caldaia da ogni piano? Grazie

        • ripariamotutto

          Ciao Enrico, la risposta è si, dovrai far confluire i 6 fili accoppiati in parallelo (2 per ogni piano), in un punto a te più comodo, utilizzando dei classici morsetti, per poi proseguire con solo due cavi.

    • Anonimo

      non cè bisogno di installare un relè, basta mettere le vavole con tensione 220v +micro interruttore,vi spiego il collegamento:i due fili del ponticello della caldaia, vanno in parallelo ai due fili del micro interruttore delle due o piu’valvole,mentre i due fili del termostato ambiente di ogni zona,vanno ad alimentare la 220v delle valvole, praticamente basta portare la fase al termostato,il neutro alla valvola e un filo tra il termostato e la valvola,lo stesso schema di un interruttore che accende una lampadina. il termostato è l’interruttore,mentre la lampadina è la valvola.

      • Renato

        Buongiorno. Trovo Interessante l’articolo e la discussione, complimenti. Volevo capirci qualcosa in più. Posso chiedere cosa intende per +microinterruttore?
        Grazie.

        • Anonimo

          le valvole motorizzate a due vie che si mettono nei collettori per ogni piano,portano 5 fili, uno fase,uno neutro,uno terra,e due che vanno a un piccolo contatto che si trova nella valvola stessa.Quando il termostato ampiente chiude, il piccolo contatto fa aprire la valvola e automaticamente apre il cicuito dell’acqua,quando il il termostato ampiente apre, succede l’inverso,Tutto questo e possibile con i due fili che partono dalla caldaia e collegati in parallelo ai due fili del piccolo interrutori delle valvole motorizzate

  • Gianfranco

    Ciao prima di tutto complimenti per la guida, molto dettagliata!!!
    Vorrei sapere è possibile acquistare (se esiste un relè che mi permette di collegare 2 termostati e 2 valvole?? quindi senza montarne 2?? Grazie per la disponibilità

    Gianfranco

    • ripariamotutto

      Ciao Gianfranco, grazie per i complimenti. Se si desidera gestire due zone completamente indipendenti ed autonome, non è possibile tecnicamente utilizzare un unico relè.

    • Andrea

      Buongiorno,

      Ho un impianto di riscaldamento diviso su due livelli comandato da due elettrovalvole watts cazzaniga collegate ognuna ad un cronotermostato.
      L’impianto è comandato da una caldaia a muro tiraggio forzato vaillant.
      Recentemente, ho rilevato lo stesso problema che è già stato sollevato da altri utenti.
      Il cronotermostato scatta, i radiatori raffreddano ma la caldaia continua a attaccare e staccare mantenendo il circuito del riscaldamento, fino all’elettrovalvola del piano terreno, caldo.
      Il tecnico della caldaia ha attribuito la responsabilità ad un problema elettrico probabilmente inerente il Relè di comando delle elettrovalvole.
      Domanda: Considerando che giungono all’elettrovalvola più fili ( probabilmente 6) è possobile che il relè di comando sia già presente sull’attuatore della valvola stessa e che quindi l’eventuale intervento riguardi la soistituzione dell’ìattuatore e della valvola

  • fabio

    Buongiorno,
    finalmente informazioni utili per il mio problema ! Grazie mille anticipatamente !
    Abito in una villetta a schiera e da qualche giorno ho problemi al riscaldamento .
    Ho 3 termostati (1 per piano) ma ultimamente riesco a veicolare la richiesta di calore alla caldaia solo dal cronotermostato principale. Gli altri 2 termostati scaldano l’ambiente solo se il principale è attivo. Ovviamente prima del problema ognuno era in grado di inviare la richiesta di calore alla caldaia .
    Ai cronotermostati arrivano solo 2 fili e misurando con il tester i morsetti mi sembrano funzionare correttamente.
    Quale problema potrei avere ? Cosa devo controllare ? Le elettrovalvole ?

    grazie,saluti

    • ripariamotutto

      Ciao Fabio, se ti sei accertato che i cronotermostati funzionano e non c’è nessuna interruzione nella linea, direi che è il caso di controllare le 2 elettrovalvole.
      http://ripariamotutto.altervista.org/la-valvola-di-zona/

      • fabio

        grazie del suggerimento.
        Ai 2 contatti TA della scheda madre Beretta arrivano i cavi, presumo delle 3 elettrovalvole di zona e quindi dei 2 termostati + termostato/controllo remoto principale che è l’unico che sembra funzionare.
        Ieri facendo divere prove ho verificato che l’azionamento del termostato fa scattare l’elettrovalvola di zona e aziona la pompa in caldaia (ho provato 1 termostato alla volta) . Quello che non accade è l’accensione del bruciatore della caldaia e quindi i termosifoni in taverna, e il pavimento nelle camere da letto rimane freddo o tiepidino.
        Con il settaggio originale di default del pannello comandi (come sempre stato negli ultimi anni), anche se alzo tutti i termostati a 30 gradi, l’unico piano a scaldarsi è quello dove è installato il pannello comandi/termostato principale.
        Se invece cambio il settaggio del pannello comandi, dicendo di funzionare senza sonda esterna (che comunque non è installata) ma con il solo termostato ambiente in caso il pannello comandi/termostato principale faccia richiesta di calore e gli altri termostati sono impostati a una temperatura superiore di quella che rilevano allora il calore viene irrorato ovunque. In sostanza il calore negli altri locali dipende solo dalla richiesta del termostato principale. Se i termostati ausiliari invece sono chiusi o impostati a una temperatura più bassa il calore non viene irrorato .
        In sostanza, con questo settaggio, che mi permette di sopravvivere al freddo (e alla moglie) i 3 termostati hanno perso la loro indipendenza..
        Sulla scheda beretta ho visto che c’è installato la scheda BE01 (con il JP7 chiuso però) ma che secondo me non lavora perchè le elettrovalvole hanno una loro intelligenza . Presumo che siano collegate tutte in parallelo tra loro e infine collegate ai 2 morsetti TA della scheda però non riesco a capire che tipo di difetto potrebbe portare questo comportamento .

        • ripariamotutto

          Andiamo per ordine: Hai detto che in precedenza tutto funzionava? quindi il problema deve risiedere tra cronotermostato e valvola di zona.
          oppure neanche prima ti funzionava e non te ne sei mai accorto e quindi è da ricontrollare tutto lo schema dell’impianto dalla caldaia ai cronotermostati alle valvole di zona. Se è vero che un cronotermostato ti funziona regolarmente e ti aziona una zona, questo potresti sostituirlo provvisoriamente prima sulla seconda zona e poi sulla terza zona al posto degli altri cronotermostati. Se il tuo impianto è corretto la 2à e 3à zona dovrebbero funzionare no?

          • fabio

            Buongiorno,
            grazie per la pronta risposta . L’impianto ha sempre funzionato in modo corretto e il problema è venuto fuori da meno di 1 settimana. Giusto per riepilogare ho 1 beretta REC05 che fa sia da controllo remoto caldaia che da cronotermostato ed è posizionato al piano T. Poi ho altri 2 termostati “semplici” fantini cosmi 16, uno per la taverna e l’altro per il P1 dove sono le camere da letto, ognuno collegato alla propria elettrovalvola..Azionandoli sento il clic dell’elettrovalvola di piano e la pompa in caldaia si aziona ma non il bruciatore (stesso comportamento su entrambi i “semplici” termostati). Invece azionando il principale accendo anche il bruciatore della caldaia .

            Da queste prove dubito del fatto che sia un problema di entrambi i termostati “semplici”..partiti contemporaneamente…mi viene più da pensare che sia il termostato principale che in qualche modo inibisce gli altri due…oppure la scheda ricevente in caldaia direttamente..cosa pensi ?

    • che cosa significa : lasciando indipendente l’acqua calda.
      Vuol dire che si spegne la caldaia e l ‘impulso dell ‘elettrovavola ma la circolazione rimane aperta ( nel caso della compact25 Thermorossi a pellets )? Ho il problema che se arrivo alla temperatura massima impostata l’elettrovalvola si chiude mentre la caldaia continua a girare .

      • ripariamotutto

        Ciao Mimmo, per acqua calda intendo quella sanitaria, cioè rubinetto per acqua calda e doccia. Sulle stufe a pellets non ho esperienza.

  • Emmanuel

    Buongiorno, complimenti per il sito e le varie informazioni che divulga! Se per lei non è un problema, vorrei sottoporle uno schema che ho disegnato (non faccio questo di mestiere quindi non segue uno standard) e due domande. Vorrei modificare l’impianto elettrico dell’impianto di riscaldamento per poterlo suddividere in due zone. Ho già due valvole con motore installate. Le elettrovalvole sono un modello Caleffi 6442 che hanno un microinterruttore di fine corsa che chiude o apre il contatto a circa l’80% della posizione del motore/valvola. Ho pensato quindi di utilizzare tali contatti per controllare la caldaia ma non sono sicuro che l’impianto così sia correttamente impostato e non vorrei fare delle prove proprio in questo periodo… :)
    Il link al quale poter vedere lo schema è il seguente:
    https://www.dropbox.com/s/p44pxmik4t406p4/Schema%20Elettrico%20Caldaia%20Elettrovalvole.png?dl=0

    Ciò che mi preoccupa un po’, nello schema, è il fatto che tali interruttori di fine corsa supportano un carico massimo di 0,8A. Collegandoli direttamente alla caldaia e non avendo trovato alcuna informazione sul carico dei morsetti TA sulla caldaia, non vorrei che il carico fosse maggiore ed avessi dei problemi. Questa era la prima domanda.
    Seconda domanda, invece, per quanto riguarda la fase che va al Termostato (contatto Comune), attualmente la prende dal contatto nero TA della caldaia, nella configurazione a due fili, mentre nel nuovo schema la prenderei dal magnetotermico della scatola di derivazione di ogni piano. È un problema?
    Bene, credo sia tutto. La ringrazio per l’attenzione e le faccio ancora in complimenti per il sito!
    Emmanuel

    • ripariamotutto

      Ciao Emmanuel grazie per i complimenti. Nel campo del fai da te tutto è da provare e sperimentare. Sono d’accordo con te, che è meglio evitare in questo periodo le prove. Sul carico da 0,8A non so darti un consiglio se non si è in grado di stabilire il carico totale. Invece per la fase ovunque la prendi sempre fase è.

      • Emmanuel

        Grazie, mi atterrò alla prima regola del fai da te e visto che ho già tirato i fili e sono impaziente di provare la configurazione disegnata, credo che renderò ancora più rischiosa l’avventura provandolo questo fine settimana. Speriamo che nevichi così non avremo temperature troppo rigide :D
        Grazie ancora,
        Emmanuel

  • Luigi

    Ciao

    Complimenti per l’articolo , ho un paio di domande da fare , la mia casa è composta su due livelli totale mq80, con 7 caloriferi, ma con 1 solo cronotermostato,quindi quando su raggiunge la temperatura impostata si spengono , però ovviamente il piano sotto rimane freddo , quindi a logica andrebbe aggiunto un altro coronotermostato giusto? cosa devo fare ? la caldaia è una saunier duval intek f24e
    grazie
    Luigi

    • ripariamotutto

      Ciao Luigi, grazie per i complimenti. Per prima cosa dovresti verificare se il tuo impianto è provvisto di valvole di zona (fig. 5 dell’ articolo) per ogni piano. Solo in questo caso potrai rendere autonomi i due ambienti, aggiungendo un secondo cronotermostato, immagino, al piano di sotto, altrimenti il cronotermostato dovrai spostarlo nella zona più fredda. Buon lavoro e Auguri di Buon Natale.

      • Luigi

        Grazie per la rapida risposta, quindi dovrei vedere due elettrovalvole gisuto? e nel caso in cui ci fosse un sola installata come devo comportarmi?

        • ripariamotutto

          Cominciamo con il controllo delle valvole di zona!

          • starghate1

            Ciao, ho verificato quello che mi hai detto , e di valvole di zona ce ne 1

            • Assolutamente per poter realizzare le zone indipendenti hai bisogno della seconda valvola

              • starghate1

                Ho capito, e volendo si può montare una seconda valvola? o è più conveniente e sbrigativo spostare il cronotermostato al piano inferiore?

  • Paolo

    Ciao, ho trovato questo articolo illuminante e molto più completo rispetto a tanti altri presenti in rete.
    Io ho un impianto con 4 zone e ho installate delle elettrovalvole Watts modello 26LC (http://www.wattsindustries.com/download.aspx?doc=85), ognuna con 4 fili. Ad oggi sono collegati solo 2 di questi 4 fili, immagino siano il neutro e la fase che arriva al termostato. Per creare il circuito come da te suggerito è sufficiente collegare in parallelo questi altri due fili e portarli alla caldaia? Oppure è comunque necessario il relé?

    • ripariamotutto

      Ciao Paolo, i vantaggi delle valvole a zona è quella di gestirli separatamente. Quindi ogni valvola un relè ed un cronotermostato. Questo non esclude che per convenienza non puoi mettere alcune valvole in parallelo.

  • Gabriele

    Ciao,
    non c’entra molto con l’articolo ma sto cambiando termostato e mi piacerebbe avere un tuo consiglio. Vorrei sostituire il termostato del mio appartamento con un netatmo, il problema è che si tratta di un impianto centralizzato (con termostati autonomi in ogni appartamento) e non riesco a capire come togliere tensione ai cavi del termostato: ho provato con il tester a verificare la tensione prima e dopo aver staccato il contatore dell’appartamento ma non c’è nessuna differenza. Hai idea di come funzioni in questi casi? Spero di non dover staccare la corrente a tutto il condominio.. sarebbe molto complicato!
    Ti ringrazio molto per il tuo sito e per la tua disponibilità.

  • Claudio

    Ciao, ho bisogno di un aiuto per modificare il mio impianto.
    Ho un impianto a zone con un cronocomando caldaia e 6 termostati di zona (che comandano altrettante elettrovalvole). Vorrei modificare l’impianto in modo che l’unico cronocomando (che comanda direttamente la caldaia) “piloti” i termostati ambiente. In pratica voglio poter programmare settimanalmente il cronocomando e permettere ai termostati di accendere la caldaia solamente negli orari della programmazione, e non solo sulla base della sola temperatura come accade adesso (quando sono fuori casa non mi importa se i locali sono freddi).
    Qualcuno spiega a un neofita cosa si può fare?
    Grazie.

    • ripariamotutto

      Ciao Claudio, nella norma una elettrovalvola a piano, come’è composta casa tua! ai 10 stanze ? 6 piani?.

      • Claudio

        Ciao, intanto grazie per aver risposto.
        L’impianto è composto da 6 elettrovalvole (2 per i bagni, una per garage, una per taverna, una reparto notte, una reparto giorno) ognuna comandata dal proprio termostato ambiente.
        Invece il cronocomando aziona direttamente la caldaia ed è l’unico programmabile. Si trova in una zona di passaggio dove però non ci sono radiatori.

        • ripariamotutto

          Ogni elettrovalvola ha 2 fili, questi dovranno confluire collegati in parallelo in un unico punto (purtroppo le 6 valvole così distribuite per l’appartamento non ti semplificano il lavoro considerando che dovrai mettere mani nell’impianto elettrico.Da questo punto i 6+6 fili, li dovrai collegare al tuo nuovo cronotermostato, che gestirà il riscaldamento come ritieni.

          • Claudio

            Ok,
            allego lo schema elettrico dell’impianto per chiarezza.

            Le zone sono collegate alla schedina “kit per impianti a zone”, collegata alla scheda caldaia tramite il bus (5) attaccato al connettore (6).
            Quindi i fili provenienti dalle zone sono in parallelo e arrivano al punto (3) dello schema.
            Io ho proceduto tagliando tali fili del punto (3) .
            In questo modo i termostati ambiente si limitano ad aprire le elettrovalvole ma non attivano l’ausiliario della caldaia.
            Programmando il cronocomando, negli orari di servizio esso attiva il bruciatore e la pompa e se le elettrovalvole di zona sono aperte i radiatori scaldano.
            Naturalmente è necessario che la temperatura impostata sul cronocomando sia superiore a quella che esso rileva nell’ambiente in cui è installato (il che è facile in quanto esso si trova in un ambiente che non viene riscaldato e non ha nemmeno una sua elettrovalvola di zona), altrimenti alla caldaia non arriva il consenso.
            Rimane però un problema: nel caso tutti i termostati ambiente aprano il circuito (perchè gli ambienti si sono riscaldati a sufficienza), il bruciatore e la pompa continuano a rimanere accesi ugualmente, il che non va bene.
            Suggerimenti?

            • Claudio

              Non sono riuscito ad allegare lo schema. Lo trovate all’indirizzo:
              http://i.imgur.com/WOXOfZe.jpg

            • ripariamotutto

              Ciao Claudio, ecco perché si applica un relè come schema fig. 4 (per ogni valvola di zona), bypassando il cronocomando, ed individuando il connettore del ponticello (vedi caratteristiche tecniche della tua caldaia) come spiegato nei vari articoli inerenti all’argomento.

  • stefano

    Ciao, Io credo di avere problemi con una valvola di zona. ho una caldaia collegata direttamente con un termostato(appena alzo il riscaldamento parte la caldaia) al piano terra. al secondo piano ho un altro termostato, un bpt th/345, che sebbene mia dia il segnale di acceso, non fa partire la caldaia. tuttavia se accendo sotto i caloriferi e sopra sono “accesi” i caloriferi si scaldano anche sopra. questo mi fa pensare che il bpt sia collegato correttamente alla valvola di zona ma quest’ ultima non da il segnale di accensione alla caldaia. ad un altro condomino succede una cosa analoga ma ha risolto tenendo al minimo (15°) e manuale il termostato del piano terra che è unical(stessa marca caldaia). mi puoi aiutare?

    • stefano

      scusa non so come mai mi ha caricato entrambi i commenti ora…

  • stefano

    Ciao, ho una caldaia Unical Entrofuori ctfs 28 ed al piano terra termostato unical. Al primo piano cronotermostato bpt th/345 attaccato ad elettrovalvola. Il mio problema è che la caldaia non parte quando dovrebbe al primo piano (ossia quando il bpt le dice di partire). per far funzionare i caloriferi al primo piano devo far partire i caloriferi al piano terra. da ciò deduco che il bpt aziona regolarmente la elettrovalvola ma qualcosa non funziona tra elettrovalvola e caldaia. un altra ipotesi(credo remota) è che il termostato del primo piano (unical) vada in conflitto con il bpt. ho visto che un altra persona ha avuto lo stesso problema sul topic “come installare o sostituire un cronotermostato” ma non vi è riportata la soluzione. mi sai aiutare? grazie
    tra l altro in un altra casa un condomino mi ha detto che lui ha lo stesso problema ma ha risolto tenendo il termostato unical su manuale alla temperatura minima (15 gradi), così facendo la zona notte controllata dal bpt è autonoma.

  • alessandro

    Ho installato in una villetta un impianto di riscaldamento a zone per separare ogni piano.Ora dopo 4 anni a smesso di funzionare,ho sostituito sia la valvola che il rele.
    al piano terra funziona al 1 piano non funziona, quando aziono il termostato il rele viene eccitato e alla valvola arriva corrente ma i caloriferi restano freddi.

    • ripariamotutto

      Ciao Alessandro, hai controllato la pressione sul manometro dell’acqua della caldaia. Hai provato a sfiatare eventuali bolle d’aria del primo piano?. Cosa intendi per relè eccitato, quello del cronotermostato? o un secondo supplementare che aziona eletrovalvola e caldaia?. Eventuali test da fare; riponticellare la caldaia isolando il piano terra (che già funziona) ed alimentare direttamente solo l’elettrovalvola del 1° piano per vedere se parte la caldaia. leggi qui http://ripariamotutto.altervista.org/collegamenti-elettrici-tra-un-termostato-ed-una-caldaia/

    • Danny

      Ciao dovrei cambiare il termostato vecchio con uno nuovo che azioni la caldaia per il riscaldamento di un unico termosifone nel bagno… Problema:
      1. Il termostato è nella stanza della stufa e fa caldissimo in inverno (25/26 gradi costanti)
      2. il bagno e relativo termosifone sono ovviamente nel punto più freddo della casa.
      3. I fili che arrivano al termostato sono 2 ma non posso spostare il termostato per metterlo nel bagno.
      4. mi servirebbe un modello di termostato che funzioni solo con un qualche sensore wireless posizionato nel bagno ma che resti fisicamente nella stanza della stufa e che li ci sia il display.

      Grazie

      • ripariamotutto

        La soluzione migliore al tuo problema è che il nuovo termostato wireless, dovrai posizionarlo per forza in bagno.
        La scelta dei molti modelli in commercio dipende dalla tue tasche, unico accorgimento sarà il ricevitore wireless che dovrai valutare se in base al modello scelto (alimentato a batterie o corrente) puoi installarlo nel vano del vecchio termostato (sfruttando i 2 fili già a disposizione) o vicino la caldaia. Ciao e buon lavoro.

  • Giorgio

    Grazie per la veloce risposta. In effetti avevo già consultato il manuale consigliato, ma le indicazioni sono relative ad una interfaccia (Urmet Semplice) che non sembra più a listino. Inoltre la parte condominiale non è più funzionante e volevo evitare di utilizzare un’altra linea GSM, visto che la centralina di allarme che ho previsto prevede dei comandi in uscita che vorrei utilizzare. In pratica non ho capito se il pilotaggio è con un impulso o con un semplice ON/OFF che posso realizzare con un semlice rele’. Grazie molte.

    • ripariamotutto

      Ciao Giorgio, puoi fare un semplice test con tutta sicurezza: nei contatti 1 e 2 puoi dare l’impulso con un ponticello e vedere come si comporta. Potrai dedurre se ha bisogno di un impulso o un contatto comandato da un relè.

  • Giorgio

    Molto ben fatto e ben descritto. Complimenti !
    Una domanda: avendo un cronotermostato Klimat Zoom Mod. 1430/3 della URMET ora pilotato per accensione e spegnimento dalla portineria del condominio e volendo invece attivarlo in modo autonomo con un attuatore GSM che può pilotare un relè a 220 V, devo utilizzare qualche interfaccia o bastano i collegamenti diretti ad un relè in apertura e chiusura ? Cosa consigliate ?
    Grazie molte. Giorgio

    • ripariamotutto

      Ciao Giorgio,se ho interpretato bene il cronotermostato è già perfettamente funzionante, lo si vorrebbe solo attivare da remoto. Considerato che il modello, molto sofisticato, lo permette, consiglierei la sua interfaccia dedicata senza avventurarsi in mille problemi considerato che si tratta di un condominio e quindi le cose vanno fatte a regola d’arte in base a specifiche normative. Potrai documentarti sul sito (www.urmetdomus.com) nell’area Manuali Tecnici potrai scaricare il manuale in pdf del tuo modello e nei negozi ben forniti la tua interfaccia.

  • Sauro

    In questi giorni mi sto interessando per il mio impianto disposto su due livelli con due cronotermostati. Difatti questo ha lo stesso funzionamento descritto come sopra. Mi sorge però una domanda spontanea:
    – senza modifica sappiamo che la pompa di calore della caldaia si mette in funzione anche dopo che l’ambiente ha raggiunto la temperatura impostata. Con la modifica sopra descritta la pompa di calore e parte della tubazione sino all’impianto di zona è fredda a discapito che la caldaia impiegherà più tempo a riscaldarsi e conseguentemente ad un consumo maggiore di gas. Vi chiedo – se da una parte mi fa risparmiare elettricità ma dall’altra mi fa consumare più gas – vale la pena ad effettuare questa modifica? Secondo voi è utile?
    Gradirei un vostro parere.
    Grazie

    • ripariamotutto

      Ciao Sauro, mi sono trovato nella tua stessa condizione con tipologia abitativa su tre livelli, ecco perché dopo essermi documentato, ho realizzato e condiviso questa esperienza. Senza la realizzazione dello schema consigliato avrai maggiori consumi di elettricità, (la pompa è sempre attiva); gas, (a periodi molto ravvicinati ci sarà il consumo di gas per il tentativo di accensione anche a temperatura raggiunta) e logoramento pompa di calore. Mentre i tempi di riscaldamento e circolazione d’acqua rimarranno invariati. Personalmente ti consiglierei di realizzare quanto spiegato nell’articolo, vedrai, dopo averlo realizzato, rimarrai soddisfatto.

  • Mirko

    Mi sa che nello schema hai invertito i numeri nel relè che non corrispondono alla numerazione trovata nel relè stesso.
    IL 13 lo hai scambiato con il 14.Dico bene?

    • ripariamotutto

      Ciao Mirko, a meno chè non usi uno zoccolo diverso dal mio, (fai riferimento al mod. specificato nell’articolo), faccio un riepilogo:
      1) il morsetto del porta relè 9 va ad un capo del ponticello della caldaia.
      2) i morsetti 10 e 11 sono liberi.
      3) il morsetto 13 del porta relè, va direttamente alla fase 220v.
      4) il morsetto 14 va ad un contatto (NA) del cronotermostato mentre l’altro va al neutro 220v.
      per cui i morsetti 13 è 14 eccitano il relè quando il circuito è chiuso tramite il cronotermostato.

      N.B. 13 e 14 possono essere invertiti indifferentemente, cioè 13 crono e 14 fase
      mi riferisco ai contatti del porta relè e NON AL RELE’ che può avere corrispondenze di numeri diversi.

      • Mirko

        Grazie infinite,ora ho capito come fare e dalle prime prove tutto ok facendo scattare il termostato mi partono sia le elettrovalvole che la cldaia e quando stacca ferma pure la caldaia evitando di farla girare a vuoto.
        Quello schemino semplice semplice che hai postato mi è stato indispensabile per eseguire il lavoro.

        • ripariamotutto

          Ciao Mirco, sono contento che hai risolto!!…anzi.. siamo contenti in due!!

  • de rosa franco

    finalmente un posto dove si trovano consigli pratici non solo utili ma anche spiegati bene.grazie

    • ripariamotutto

      Grazie Franco, sapere che qualche articolo possa essere utile gratifica e incoraggia. Ciao.

      • Roberto

        I contatti 9 e 5 di figura 4 sono contatti puliti?
        Grazie

        • ripariamotutto

          Ciao Roberto. Il contatto 9-5 si comporta come un semplice interruttore (normalmente aperto). A relè eccitato il contatto si chiude e circola corrente (stesso principio di accendere o spegnere una lampadina).
          Se non sono stato chiaro o non ho compreso bene la tua domanda scrivimi pure.